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Curiosità
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il blog sull'ambiente del PD della Lombardia

15 giugno 2008
EXPO 2015, Un contributo alla definizione delle priorità del PD
Il PD Lombardia ha aperto al suo interno un approfondimento sui temi dell'EXPO2015.
Dopo la prima tappa (il seminario tenuto a Milano venerdì 13 giugno) si è deciso di costituire un gruppo di lavoro per affinare posizioni e proposte.
Quello che segue è un contributo. Discutiamone.

Premessa

EXPO 2015 deve innescare azioni che volino alto, pensando al futuro dell’area metropolitana milanese. Non può limitarsi a far avanzare progetti già consolidati, per i quali fondi e percorsi decisionali sono già avviati.

La sostenibilità e l’innovazione ambientale sono gli ingredienti necessari per costruire nell’area metropolitana milanese, capacità di futuro, vivibilità e attrattività, con uno sguardo particolare ai giovani.

In sintesi, propongo quattro linee progettuali di cui farci promotori o sostenitori, in rete con molti soggetti che su questi temi si sono già spesi pubblicamente:

Spazi pubblici e aree verdi, promuovere rigenerazione ambientale delle aree libere

· Attivare con i fondi per EXPO una linea di finanziamento e un tavolo di coordinamento e monitoraggio degli interventi, allo scopo di avviare, da subito, la realizzazione di aree verdi, fruibili attraverso percorsi ciclabili e pedonali.

· Intervenire prioritariamente sulle aree contermini ad Expo, sostenendo il progetto già largamente condiviso da diversi soggetti locali e sociali per il Parco dei 5 Comuni (Milano, Cornaredo, Pero, Rho, Settimo Milanese, 500 ettari di area agricola ricompresa nel Parco Agricolo Sud Milano e connessa con il sistema del verde Boscoincittà - Parco delle Cave).

· Intervenire per coordinare tra loro e rilanciare i diversi progetti di infrastrutturazione verde di scala metropolitana (oggi chiamati Dorsale Verde, MetroBosco, Raggi Verdi, Parchi di Cintura Urbana, Foreste di pianura).

· Costruire a questo scopo un accordo con gli agricoltori, le associazioni giovanili, il volontariato, che sono attori essenziali per garantire l’attuabilità e il mantenimento di questi interventi, anche nell’ottica di una crescita dell'offerta di ospitalità agrituristica nel Parco Agricolo Sud Milano.

Mobilità sostenibile, durante e dopo EXPO

  • Realizzare tutte le infrastrutture e i servizi necessari per garantire che i visitatori possano accedere all’area di EXPO con mezzi pubblici: ferrovia e nuove linee metropolitane, piste ciclabili e bus navetta.
  • Coordinare queste opere con altre iniziative, fondamentali anche per il futuro dell’area metropolitana, di integrazione delle tariffe e di rilancio del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile a scala metropolitana e regionale.
  • Garantire che il nuovo quartiere che verrà realizzato nell’area EXPO e le riqualificazioni insediative ad esso collegate siano inserite in un futuro schema “car free - senz'auto”, sull’esempio di quanto già sperimentato in molte parti d’Europa.

L’innovazione del costruire e dell’abitare

  • Realizzare il quartiere espositivo, i padiglioni del Comune, il nuovo quartiere per lo staff di EXPO secondo i migliori criteri di progettazione edilizia ed urbana, cioè:

· a basso consumo energetico e tendenzialmente capaci di produrre l’energia necessaria per i propri consumi (si tratta di adottare standard europei già fissati per il breve e medio termine)

· l’ effettiva temporaneità e la garanzia di smantellamento per le strutture non riutilizzabili dopo EXPO

· la massima possibilità di riconversione a usi sociali degli interventi destinabili a tale scopo

La gestione ambientale e la sicurezza dell’evento

  • Definire e applicare requisiti ambientali per la gestione dell’evento, adottando un Sistema di gestione ambientale certificato, mirato ad organizzare in modo sostenibile la logistica dell’evento (la mobilità di merci e visitatori, la produzione e il recupero dei rifiuti, i consumi di acqua ed energia , ecc.).
  • Adottare un programma di mitigazione degli effetti ambientali e di massimizzazione della sicurezza dei cantieri.
  • Fare tesoro dell’esperienza per applicare questi “standard” all’insieme degli eventi “temporanei” che si organizzano a Milano e dintorni.

Qualche parola su governance e poteri speciali. I poteri da attribuire al Commissario devono essere limitati alle opere strettamente afferenti all'Expo. Le deroghe alle leggi ordinarie per la realizzazione delle opere nei tempi definiti e garantiti dalle norme europee e nazionali, devono e possono (se gestiti in tal senso) assicurare il massimo di trasparenza, informazione dei cittadini e partecipazione. Già oggi è stata attivata una consulta ambientale che potrebbe essere rafforzata anche da altre rappresentanze (per esempio relativamente alla sicurezza dei cantieri e alla trasparenza degli appalti). In ogni modo il dossier di candidatura si impegna a sviluppare la VAS (Valutazione Ambientale Strategica, prevista dalla normativa europea e regionale). Si tratta di uno strumento che, se impostato in modo coerente e avviato in tempo utile, può garantire trasparenza e orientamento delle scelte da parte di soggetti non direttamente coinvolti dagli organismi responsabili per la progettazione degli interventi.

Maria Berrini – esecutivo regionale PD

(*Una precisazione: le idee riportate in questa nota sono anche il frutto di riflessioni collettive sviluppate in altre “vesti”, professionali e sociali, come presidente dell’Istituto Ricerche Ambiente Italia e come componente del direttivo regionale di Legambiente.)

12/06/2008


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12 giugno 2008
Anche il PD in Marcia per il Clima
Eravamo tantissimi, i giornali dicono addirittura 60,000. Una giornata molto bella, piena di proposte e concretezza. E al PD spetta ora dare forza a quelle idee.
Allora rilanciamo l'iniziativa su efficienza energetica e rinnovabili. Per il prossmo settembre prepariamo un pacchetto di proposte e iniziative politiche. Molte le abbiamo già discusse insieme al Forum Ambiente di marzo. Chi vuole collaborare si segnali scrivendo a questo blog.




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24 maggio 2008
Curiosità, verso idee e sensibilità nuove
Curiosità, apertura, attenzione al territorio. ha chiesto Maurizio Martina in apertura al Forum dei circoli del PD che si è tenuto oggi a Milano.
Guardare e parlare ai territori della Lombardia ci ha suggerito Aldo Bonomi: le valli alpine, le loro acque e i paesi preoccupati di perdere identità, la pedemontana e la sua economia stressata dal confronto con la globalizzazione, le grandi aree urbane tra modernità e degrado, la pianura e le sue vocazioni ambientali, dimenticate dalla politica. 
E Matteo Mauri ha impegnato il PD a darsi un modo nuovo di stare sul territorio, con Circoli che siano luogo di ascolto, di correzione di rotta, di costruzione del nostro progetto per questo territorio. Un presidio sui temi più sentiti, con relazioni solide con le realtà associative, con un dibattito sempre più rivolto all'esterno.
Ma sono stati poi i circoli a riempire di territorio e di ambiente la mattinata. Mi prendo la libertà di scegliere solo alcune pillole, quelle che mi hanno riconfermato che sensibilità nuove si diffondono, che l'ambientalismo non solo trova spazio, ma riempie di senso e di futuro la pratica di molti circoli del PD. 
Beatrice Patrini di Chiavenna ci ha parlato dei troppi prelievi dalle acque della Valtellina, di cambiamenti climatici che sciolgono i ghiacciai e impongono anche di pensare ad un Turismo che non può più essere solo piste di sci. Saccani del Lodigiano ha sottolineato l'importanza di fare Forum Ambiente per elaborare proposte in positivo, contro scelte sbagliate come la centrale di Bertonico o la discarica di Serra Lodigiana. Angela Borrelli di Renate in Brianza ha difeso cn forza il diritto dei pendolari ad un servizio ferroviario regionale  degno di una regione che si vuole europea.
Paolo Ortelli da un circolo del comasco, ha chiesto di rappresentare politicamente quelle vali e quei laghi stressati dal consumo di suolo e dall'apertura di cave. Marzia Bottazzi, dal mantovano ha ricordato la necessità di finalizzare le bonifiche del polo chimico e di più attenzione ai "ponti che esistono", quelli sul Po, che hanno bisogno di manutenzione.
Appunto...nelle sue belle conclusioni, tra tante altre cose importanti, Valter Veltroni ha anche detto "Il ponte di Messina è sbagliato. Vorrei che andaste nei ristoranti, nei bar e nei mercati a chiedere ai dirigenti della Lega come mai il ponte sullo stretto era sbagliato prima del 14 aprile e adesso è una priorità". E mi piace anche ricordare con che chiarezza Veltroni ci ha detto che l'energia di cui abbiamo bisogno e che possiamo produrre, in tempi stretti e in modo sicuro, è quella rinnovabile ed è quella che risparmiamo con l'efficenza energetica di edifici e motori, con le pompe di calore e la cogenerazione.  
"innovare, innovare, innovare"....  "siamo un partito nuovo, dove la domanda non è da dove vieni, ma dove vai". 
E allora andiamo. Per cominciare io propongo di camminare nella giusta direzione con la Marcia per il Clima il 7 GIUGNO a Milano (guardate la notizia precedente)

buon lavoro a tutti - maria berrini
PS - , Aggiornamenti nei prossimi giorni.



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22 maggio 2008
7 giugno, il PD in Marcia per il Clima
 Come vi avevo preannunciato, il Partito Democratico aderisce alla manifestazione nazionale che si svolgerà a Milano il 7 giugno 2008. Abbiamo steso un manifesto che dia valore non solo simbolico alla nostra partecipazione e indicazioni chiare ai circoli del Partito Democratico per mettersi "in cammino" per il clima. Ecco il testo. A breve ne faremo un volantino scaricabile dal sito del PD lombardia.

Il Partito Democratico della Lombardia aderisce alla manifestazione nazionale “IN MARCIA PER CLIMA” che si terrà il 7 giugno a Milano, grazie allo sforzo delle molte associazioni che l’hanno ideata e promossa. Lo abbiamo detto in campagna elettorale e lo ribadiamo ancora: il paese, in particolare la nostra Regione, deve raccogliere la sfida dell’efficienza energetica, delle rinnovabili e della mobilità sostenibile. Ma dirlo non basta, vogliamo assumerci degli impegni.
Il PD si impegna a sviluppare iniziativa politica in tutte le amministrazioni pubbliche in cui è presente, al governo o all’opposizione, per politiche e azioni concrete a livello regionale e locale che servano a:
• ridurre la bolletta energetica dei lombardi e delle amministrazioni locali, rendendo più efficienti le case, gli edifici pubblici e le scuole e  promuovendo le fonti rinnovabili e il consumo intelligente.
• aiutare le nostre imprese ad agganciare la nuova rivoluzione energetica, innovando i processi produttivi e i prodotti.
• ridurre la produzione dei rifiuti, aumentare la raccolta differenziata, recuperare energia e materia dal loro smaltimento.
• costruire un sistema ferroviario e del trasporto pubblico regionale più efficiente, con tarife, stazioni e mezzi più integrati ed amichevoli. 
• rafforzare le alternative urbane all’auto, con più mezzi pubblici in periferia e negli orari serali, corsie preferenziali, bus a chiamata, auto e bici a noleggio, taxi collettivi, spazi per ciclisti e pedoni, e rendendo economicamente non conveniente l’uso dell’auto in città.
• appoggiare un progetto di riforma fiscale, su base federale, che premia chi risparmia energia e non inquina: meno tasse sul lavoro, più tasse sul consumo di ambiente.

Il PD si impegna da subito su  tre azioni concrete:
• Lucciole per lanterne: tutti gli amministratori locali del PD sono chiamati a prendere le necessarie decisioni per la sostituzione totale delle lampadine utilizzate nei propri uffici e nell'illuminazione pubblica, passando da quelle tradizionali a quelle a fluorescenza di classe A, che consumano 5 volte meno di energia e denaro pubblico e riducono le emissioni di CO2 dell'80%.
• Circoli democratici e eco-responsabili: tutti circoli del PD sono chiamati a migliorare l’efficienza energetica e ambientale delle loro sedi e degli incontri ed eventi organizzati dal PD. In ogni circolo, dove sarà tecnicamente possibile, si utilizzeranno: impianti di illuminazione efficiente, computer e fotocopiatrici a più basso consumo, soluzioni per il  riscaldamento e il raffrescamento dei locali a minore spreco energetico. Si ridurranno i consumi di carta, di prodotti usa e getta e si  faciliterà l’uso delle biciclette.
• Pannelli senza frontiere: il PD aderisce al progetto promosso da Cisao per l’installazione di pannelli solari presso le comunità rurali del Mali, a servizio delle locali maternità. Sarà un’estate dedicata all’ambiente e alla cooperazione internazionale, alla raccolta fondi e alla promozione di una cultura ambientale su scala globale.

Il PD sarà presente al Corteo che si muoverà tra piazza San Babila e Piazza Oberdan (punto di incontro ore 15, davanti alla Casa della Cultura, via Borgogna 3, MM San Babila).
ci vediamo - MARIA BERRINI- resp ambiente Esecutivo regionale Lombardia


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22 maggio 2008
Anticipare la discussione sul piano antismog
Anticipare la discussione sul piano antismog del prossimo periodo invernale per non arrivare come al solito tardi ad approvare misure poco condivise e poco efficaci. Per questo motivo il PD ha chiesto che in Commissione ambiente siano chiamati l’assessore regionale all’ambiente e gli omologhi assessori provinciali e comunali dei maggiori centri, per fare il punto sulle politiche previste per i prossimi mesi. La richiesta, avanzata dai consiglieri regionali Giuseppe Civati e Maria Grazia Fabrizio, è stata accolta con favore dal presidente della commissione Stefano Maullu (PDL), che disporrà le audizioni. “Vogliamo intervenire ora, in tempi non sospetti, in un momento in cui piove e i riscaldamenti sono stati spenti, quindi la concentrazione di inquinanti non è tema scottante. Lo facciamo perché non siamo soddisfatti di ciò che è stato fatto dalla Regione nell’ultima stagione autunno inverno e perché non vorremmo che ci fosse il solito giochetto del piano antismog presentato in pieno agosto, con la discussione spostata in autunno quando non avrà più senso farla. Proponiamo una riflessione a tutto campo e a bocce ferme, nel quale il Consiglio regionale possa esercitare il proprio potere di indirizzo, come riaffermato nel nuovo Statuto”. “È opportuno incontrare anche gli amministratori perché i segnali che provengono dalle maggiori città non sono positivi. Non lo è la decisione del comune di Milano di prorogare la deroga per i diesel euro4, che notoriamente sono più inquinanti di un’auto a benzina euro2, e non lo è la notizia che la nuova Giunta comunale di Brescia voglia togliere l’isola pedonale. Temiamo che dopo la scelta, coraggiosa ma insufficiente dell’ecopass, il tema smog possa essere derubricato”.

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20 maggio 2008
In marcia per il clima, 7 giugno 2008, Milano
 

Il Partito Democratico

aderisce alla manifestazione nazionale

In marcia per il clima, Milano, 7 giugno 2008

Il PD aderisce e sarà presente al Corteo che si muoverà tra piazza San Babila e Piazza Oberdan (punto di incontro ore 15, davanti alla Casa della Cultura, via Borgogna 3, MM San Babila). Al gazebo PD, per tutta la giornata nei pressi di Piazza Oberdan, organizziamo la raccolta di opinioni sulle nostre proposte e la distribuzione di materiali per realizzarle.

Nei prossimi giorni, sul sito web e a tutti i circoli verranno resi disponibli tutte le indicazioni sulla giornata e il nostro documento di adesione.
Intanto documentatatevi e aderite anche individualmente su

http://www.legambiente.eu/documenti/2008/0422_marciaperilclima/index.php

maria berrini - resp. ambiente esecutivo regionale PD


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17 maggio 2008
Autostrade e ambiente in Lombardia
Abbiamo sempre sostenuto che ci volessero fasce di salvaguardia lungo le nuove autostrade. Ci siamo impegnati, come accade per Pedemontana (lo stesso cercheremo di fare con la Tangenziale est esterna), perché vi fosse un forte investimento ambientale ad accompagnare le infrastrutture. Abbiamo sempre ritenuto che, dato il grande impatto di una infrastruttura autostradale sul territorio, fosse necessario un impegno a favore della mitigazione e della compensazione ambientale. La novità introdotta dall’art. 10 della legge oggi in discussione (dedicato alle «Concessioni», in particolare il comma 3) rappresenta una formalizzazione di quanto in realtà può già avvenire, istituzionalizzando, per così dire, attraverso un accordo di programma, ulteriori interventi di carattere insediativo e territoriale, nell’ambito delle concessioni delle infrastrutture. La precisazione che essi siano rivolti principalmente agli utenti delle infrastrutture stesse «ovvero a servizio delle funzioni e delle attività presenti sul territorio» non è sufficiente a sollevarci dalle preoccupazioni. Il motivo economico richiamato nell’articolato («margini operativi di gestione possono contribuire all’abbattimento del costo dell’esposizione finanziaria dell’iniziativa complessiva») la dice lunga sulla natura del dispositivo. Insomma, non siamo d'accordo. E siamo preoccupati. Avremmo preferito che ci si adoperasse perché fosse chiarita la partita della compensazione ambientale per i territori e per le comunità, anziché la compensazione economica, con ulteriori premi edificatori, per chi costruisce autostrade. Credo che la differenza sia chiara e comprensibile a tutti. 
Pippo Civati, Consigliere Regionale PD
17 maggio 2008
Ridimensionato il piano cave di bergamo
Il PD (con IdV, Verdi e Prc) vince la sua battaglia sul Piano Cave della Provincia di Bergamo. Dal Piano vengono cancellati gli ambiti di escavazione più critici dal punto di vista ambientale (Caravaggio, Calcinate, Calcio). In più, è stato cancellato l'ambito di Casirate. Da tempo l'opposizione chiede di rivedere la normativa sulle cave in Lombardia, come richiesto - attraverso la presentazione di un progetto di legge specifico (anche la Lega ha presentato un progetto analogo). Leggete la radiocronaca della votazione sul Blog del Consigliere regionale PD Pippo Civati http://www.civati.splinder.com.
mb

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9 maggio 2008
Ripartire dal territorio, progettare qualità ambientale

In mezzo a tante analisi, una ha sicuramente ricevuto la standing ovation:
il PD deve radicarsi sul territorio. Per questo motivo Sabato 24 maggio a
Milano dalle ore 10 alle 14 si tiene il 1° Forum dei Circoli Lombardi del
PD: "Fare società: i Democratici alla sfida del radicamento" è il titolo
dell'incontro. Vi dico la mia, in poche e volutamente semplici parole.

Radicarsi significa innanzitutto che ogni circolo deve ricominciare ad
includere e sollecitare le forze migliori che ci hanno dato fiducia alle
primarie. Tenere aperte le porte. Dando responsabilità ai giovani,
affidandosi alla nuova leva femminile, chiedendo a chi ha competenze e idee
di diventare protagonisti.
Per fare cosa? Per ascoltare, conoscere, progettare il miglioramento della
qualità del proprio territorio. Per dare risposta al bisogno di comunità e
di identità, costruendo progetti territoriali come risposta in positivo
all'insicurezza, allo "spaesamento" prodotto da globalizzazione e degrado
del territorio.
Bisogna innanzitutto che ogni circolo, se già non lo ha fatto, organizzi con
cura un proprio vero momento fondativo. Una giornata, un ciclo di incontri,
in cui chiedere ai partecipanti di raccontare il proprio territorio, di
mettere in luce i punti di forza e di debolezza. Ma bisogna entrare nel
merito, con il coraggio di parlare di problemi concreti, di sfide
realizzabili. Indicare dove stanno sul territorio le criticità e le
opportunità. Individuare chi possono essere i protagonisti e gli alleati del
cambiamento. I circoli possono avviare questo percorso anche aggregandosi
con altri circoli che hanno problemi analoghi (tutti i circoli della stessa
città, della stessa valle, che stanno lungo lo stesso fiume...). I livelli
provinciali, costruendo propri forum tematici, devono essere di stimolo e di
supporto, mettendo in luce lo specifico del loro territorio.
I temi ambientali e la loro declinazione sociale ed economica faranno la
parte del leone in queste letture. Il degrado di una periferia o di un corso
d'acqua da difendere e recuperare. La possibilità di riqualificare un
giardino o un'area agicola, per farne un luogo di incontro o un'occasione di
lavoro per i giovani. La necessità di dare risposta ai pendolari, di dare
spazio a pedoni e ciclisti. I progetti concreti di imprenditori locali che
puntano su un'economia locale di qualità.
Su questi spunti occorre sforzarsi di immaginare come si vorrebbe vedere migliorato
nel prossimo futuro il proprio territorio. Volare alto, ma con i piedi per terra, per costruire un
progetto all'altezza delle proprie possibilità di cambiamento.
E poi calare questo progetto in un'azione minuta, quotidiana, fatta di
moltissimi atti concreti, sempre ascoltando e coinvolgendo quei soggetti che
fuori dal PD lavorano da sempre sul territorio. Faccio solo qualche esempio.
Mettere a punto un progetto di recupero o di miglioramento di un'area
degradata o dimenticata. Mappare le possibilità di pedonalizzazione o di
realizzazione di piste ciclabili. Fare un'inchiesta tra i pendolari per
censire quali sono i miglioramenti su cui battersi. Elaborare la propria
posizione sulle scelte di sviluppo territoriale che si stanno definendo
localmente. Coinvolgere gli anziani in un progetto di recupero delle
identità locali. Proporre e discutere con la gente e l'amministrazione
locale un modo diverso e più efficace di ridurre e differenziare i rifiuti.
Organizzando interviste, mostre, video, feste, raccolta di firme, una
presenza costante e incisiva nei luoghi dove si prendono le decisioni.
Voler bene al proprio territorio, Fare politica insomma.

maria berrini - resp. ambiente - Esecutivo regionale PD


 

18 aprile 2008
Le domande del nord: federalismo fiscale e qualità del territorio. Diamo le nostre risposte.
 
Ovviamente dobbiamo capire bene quello che è successo se vogliamo reagire nel modo più adeguato e forse ci serve dare retta ancora per un pò gli "analisti" del voto. Ma sicuramente dobbiamo rafforzare la nostra capacità di ascolto della gente, non per cavalcare le paure, ma per trovare risposte che portino il paese in avanti. A quali domande "della gente del Nord" ha saputo rispondere la Lega? Non ho strumenti di analisi scientifica per dirlo, nè conosco elettori che hanno votato Lega,  ma bazzico per lavoro nei comuni della provincia di milano, nelle valli del lecchese, in valtellina, verso i laghi, ecc....Parlo con i sindaci e i funzionari che governano in queste piccole comunità, quelle che hanno dato alla Lega il 60% dei voti. Insomma, mi sono fatta l'idea che il successo della lega si incardini non solo sulla paura o l'insofferenza nei confronti degli immigrati (cosa che esiste ma coinvolge una percentuale minore di persone), ma sul comune sentire (questo sì che coinvolge numeri più vasti) di buona parte dei loro elettori, che provo a riassumere così: "...siamo la regione europea con l'economia più forte, produciamo - creiamo imprese - diamo occupazione, lavorando come matti, rischiando in proprio...., ma le nostre tasse vanno a roma e qui torna ben poco. Là le usano per pagare la casta dei politici e del sottogoverno, le buttano in una pubblica amministrazione inefficiente, luogo di scambio politico, poco controllata. Qui non tornano abbastanza soldi  per le casse dei comuni (quelli che governiamo noi leghisti) e così ci mancano i posti negli asili nido, il trasporto pubblico è inadeguato, i servizi di assistenza per gli anziani sono inesistenti....Avremmo diritto ad avere risorse per mantenere belli i nostri centri storici, per qualificare le zone industriali e non ne abbiamo abbastanza. Noi facciamo la raccolta differenziata e invece a Napoli i rifiuti non li sanno neanche raccogliere. Per avere risorse dobbiamo vendere a pezzi il nostro territorio, ma ormai lo abbiamo consumato tutto, come facciamo ora a garantire i servizi a cui siamo abituati e che ci meritiamo?...".
Non nascondo che questo pensiero sfiora anche persone come me, che in fondo sono il tipo di elettore lombardo a cui il PD dovrebbe più facilmente guardare.  Un pensiero che nasce dal disagio di chi - titolare o lavoratore in piccole imprese - è più che mai esposto alla competizione sul piano
dell'economia, ma anche dal senso di ingiustizia di chi si sente di dare già il massimo per questo paese, senza che il suo merito venga riconosciuto.
Insomma, mi chiedo: ci sono risposte "democratiche" a questo disagio, a questa domanda ? Il federalismo fiscale è una risposta ? se lo è, come io credo (ma si può discutere anche di questo) come lo si può costruire senza scaricare a mare un pezzo di paese al momento incapace di produrre le
risorse necessarie per autosostenersi? si può usare come leva per cambiare il paese, per renderlo più efficente, per premiare i comportamenti virtuosi, per responsabilizzare ? Inoltre la leva fiscale (i premi e le penalizzazioni) è strumento che si dimostra sempre più utile per le politiche ambientali, e le politiche ambientali devono necessariamente adattarsi alle diversità del nostro paese. Quindi federalismo, fiscalità e ambiente si tengono. Morale: cerco teste - competenze - idee - esperienze, che abbiano voglia di ragionare su questo tema.
Infine, ho la sensazione che la Lega in Lombardia vinca perchè sta - fisicamente - sul territorio, crede nell'identità delle sue valli, costruisce piccoli progetti di riqualificazione. Questo potremmo farlo anche noi, senza troppo sforzo, basta mettersi a farlo, dare voce ai circoli, alle sensibilità nuove. Noi possiamo progettare il futuro dei nostri territori, mettere in pratica miglioramenti visibili. E molto altro.
Mi sbaglio ?
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